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CULTURA E TURISMO

CULTURA E TURISMO

Il paese

Con la sua altitudine fra gli 860 e i 1030 metri, mediamente siamo sui 950 metri sul mare sardo, Tonara oggi è uno dei centri più elevati in Sardegna. E' un tipico borgo montano, barbaricino, dalla architettura rustica, nato dalla fusione dei suoi quattro rioni di Toneri, Taliseri, Arasulè e Su Pranu, appare oggi al visitatore come immerso e sospeso nel verde, tra grandiosi valloni incassati, cime rupestri, spesso innevate, alti valichi montani, fontane copiose, torrenti e cascate, rigogliose leccete, noccioleti e castagneti.

All'interno degli suoi antichi rioni storici, tra le viuzze strette, scalette ripide, istrintorgios e portzos _antichi portici_ , si trovano ancora alcune originarie caratteristiche case a due o tre piani, con un vano per piano e con i balconi in legno _istauleddos_ che interessano la facciata o spesso collegano le case poste sui lati opposti delle vie. Ogni tanto tra le viuzze si scorge qualche anziana con il tipico vestiario tradizionale, uniche depositarie insieme a Desulo, Busachi, Meana e Ittiri, di tradizioni di altri tempi.

La ridente posizione dell'abitato, l'aria salubre, l'ottima acqua, i boschi e le sorgenti, come peraltro l'innata ospitalità dei suoi abitanti, possono costituire le premesse per il definitivo sviluppo turistico del paese, che è già conosciuto come capitale del torrone e dei campanacci, importante per la produzione di legname e legni intagliati, filati di lana di orbace ed in passato anche di coperte di cuoio, ferro battuto, carri e laterizi. Oggi il borgo è entrato a far parte del circuito dei Borghi autentici d'Italia.

Monumenti

Fra i monumenti la Chiesa Parrocchiale di San Gabriele Arcangelo, del 1600, in sobrio stile liberty, presenta al suo interno una pregievole paratora lignea intagliata e un antico organo a canne attribuito al Borea datato 1850. La Chiesa di Sant'Antonio da Padova, antico santuario barbaricino, in passato chiuso da cumbessias, ha al suo interno gli importanti affreschi murali attribuiti ai maestri Pietro e Gregorio Are, rappresentanti momenti devozionali e scene di vita del santo, datati 1750. La chiesa campestre di San Sebastiano Martire immersa tra noccioli e ciliegi accanto all'abbandonato borgo di Ilalà, il fenicio campo basso, presenta un importante altare ligneo del 1600 e una capriata sempre lignea con figure zoomorfe di fattezza popolare, con annesso l'antico cimitero. I ruderi della chiesa diroccata dell'ex parrocchiale di Santa Anastasia, Santa Nostasia in lingua locale, costruzione artistico pisana risalente al 1300, conservavano al loro interno un imponente retablo cinquecentesco attribuito alla bottega dei Cavaro di Cagliari, le cui uniche tre pale superstiti di legno di castagno sono custodite oggi nella sala consiliare del municipio, mentre si è perduta la stele di trachite, raffigurante i pali della corona di Aragona, datata 1457 appartenuta alla stessa chiesa. Importante la grotticella funeraria di Martì , esempio notevole di Domus de Janas, scavata in una dura puddinga quarzosa, rappresentante il culto dei morti prenuragico di quest'angolo impervio di Barbagia montagnina. Alcuni resti nuragici sono visibili in località Su Nuratze, dove oltre al toponimo sono state ritrovate tracce di capanne nuragiche e suppellettili appartenenti alla cultura megalitica di Bonnanaro e di San Michele di Ozieri, conservati al museo archeologico di Teti, ed a valle della Tonara odierna in località Tocheri, Gonnalè e Bidda Intrerrios - il paese tra i due fiumi- i primi insediamenti nuragici e romani della Tonara antica. Altri resti di insediamenti sono stati rinvenuti a Tonnai - Tracullau a ovest dell'abitato al confine con Austis e in località Mattalè - Su Mamui: soprattutto monete e affibiagli in bronzo di epoca romana tardo imperiale.

È notevole la Casa Museo ex Porru nel rione di Toneri, un'imponente abitazione di tipo signorile con tutti gli ambienti rustici di una volta e che conta su ben 44 vani. In essa è in corso di allestimento ma non terminato un Museo Etnografico e degli antichi mestieri. Tonara aveva un aspetto antico sino a pochi decenni fa, con le sue case legate assieme dai grandi ballatoi di castagno che caratterizzavano i vicinati, i muri di pietra scistosa, i colori degli intonaci che sembravano richiamare la terra e il cielo. Queste caratteristiche sono documentate in uno studio sull'abitato compiuto oltre una quindicina di anni fa da Maria Luisa Lallai, ricercatrice dell'Istituto di Architettura presso la Facoltà d'Ingegneria di Cagliari, nel quale si evidenzia la continuità tra la superficie costruita e il suolo che si realizza nell'uso della pietra a scaglie come materiale da costruzione e nella forma e nel colore attribuito alle facciate attraverso l'uso dell'argilla quale rivestimento delle stesse, risultando come unici elementi emergenti nel colore i riquadri celesti posti a cornice di porte e finestre. Alcuni esempi di queste costruzioni rustiche sorgono anche nel centro dell'abitato attuale vicino alla chiesa di Sant'Antonio supportate da arredi di trachite, di legno, di granito, e da molti murales che abbelliscono le vie del borgo.

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